IL SERVIZIO

OBIETTIVI

  • Indicazioni terapeutiche e trattamento: una volta diagnosticato un disturbo alimentare verrà intrapreso il trattamento con una presa in carico specifica a seconda delle necessità del paziente.
  • Diagnosi e presa in carico precoce: molti studi dimostrano che una presa in carico precoce (il più rapida possibile rispetto all’esordio) evita il cronicizzarsi del disturbo e quindi una prognosi migliore per l’esito del trattamento.
  • Consultazione familiare: i disturbi alimentari, oltre a ledere la singola persona, possono influenzare l’equilibrio del nucleo familiare e sociale. L’intero sistema, a sua volta, può avere un ruolo significativo nell’espressione e nel decorso del DCA.

Per questo motivo, soprattutto con pazienti giovani, è molto importante la presa in carico di tutto il sistema familiare.

COME FUNZIONA

Il percorso prevede diverse fasi:

Una prima fase di valutazione:
  • 3 colloqui di consultazione con uno psicoterapeuta per inquadrare il paziente dal punto di vista psicologico e per effettuare una diagnosi del disturbo alimentare.
  • eventuale consultazione dei genitori, soprattutto in caso di pazienti minorenni o giovani.
  • eventuale somministrazione di test psicodiagnostici e questionari di valutazione. L’utilizzo di questi strumenti sarà finalizzato ad ottenere un quadro globale del funzionamento del paziente e una conoscenza delle caratteristiche specifiche del disturbo alimentare.
  • colloquio di restituzione, definizione degli obiettivi specifici e del percorso di cura. Tali obiettivi potranno essere ridefiniti in base all’andamento del percorso terapeutico.
Una seconda fase di presa in carico e inizio del trattamento:
  • percorso di psicoterapia individuale. I colloqui hanno una durata di 50 minuti e generalmente sono a cadenza settimanale.
  • eventuale invio, qualora ritenuto necessario, ad altri specialisti (psichiatra, internista, nutrizionista), In base a un modello multidisciplinare l’intervento prevede una costante collaborazione tra i professionisti, per non trascurare nessun aspetto del paziente.

I METODI

Consultazione psicologica
Consultazione psicologica

Durante i primi colloqui l’obiettivo è quello di inquadrare il paziente dal punto di vista psicologico ed effettuare una diagnosi del disturbo alimentare.
Si esploreranno quindi la storia di vita del paziente, la storia del sintomo (esordio, durata, gravità, abitudini alimentari etc), i motivi che l’hanno spinto a rivolgersi al servizio , la motivazione al trattamento e le aspettative rispetto al percorso.

Valutazione psicodiagnostica
Valutazione psicodiagnostica

Qualora necessario verranno somministrati test psicodiagnostici e questionari di valutazione. L’utilizzo di questi strumenti sarà finalizzato ad ottenere un quadro globale del funzionamento del paziente e una conoscenza delle caratteristiche specifiche del disturbo alimentare.

Consultazione genitoriale
Consultazione genitoriale

Soprattutto in caso di pazienti minorenni o giovani è importante fornire un supporto anche ai famigliari o ad altre figure di riferimento, allo scopo di fornire loro alcune strategie di gestione del disturbo alimentare del paziente.

Psicoterapia individuale
Psicoterapia individuale

La psicoterapia individuale è un intervente nel quale si lavora con il paziente per aiutarlo a riconoscere i pensieri e le emozioni che provocano in lui uno stato di sofferenza psicologica.

Durante tale percorso, una volta individuati con il paziente i principali temi disfunzionali della sua visione del mondo, e rintracciate le origini di tale modo di intendere, si cercano insieme modalità alternative e più funzionali di rapportarsi ad esso.

Si lavora pertanto con le dinamiche tipiche che il paziente tende a mettere in atto con le persone che lo circondano, con il suo mondo interno e con le sue interpretazioni del mondo esterno.

Il compito dello psicoterapeuta è quello di aiutare il paziente, con il suo aiuto, a trovare le strategie più efficaci ed adatte a lui, per gestire e risolvere i propri problemi, in linea con gli obiettivi concordati con il paziente.

Valutazione psichiatrica
Valutazione psichiatrica

Qualora ritenuto necessario dal terapeuta, e una volta concordato con il paziente, questo potrà essere inviato allo psichiatra, per valutare la possibilità e l’utilità della somministrazione di un eventuale farmaco.

Visita dietologico nutrizionale
Visita dietologico nutrizionale

Allo scopo di aiutare il paziente nella programmazione/gestione alimentare e nel recupero di un’alimentazione sana ed equilibrata, il servizio offre la possibilità di consultare uno specialista esperto di alimentazione.

Valutazione internistica
Valutazione internistica

Qualora le condizioni fisiche del paziente lo rendano necessario, questo sarà inviato a un internista specialista in medicina interna, per effettuare i dovuti accertamenti sulle condizioni mediche generali e intervenire tempestivamente sulle problematiche riscontrate.

IL TRATTAMENTO

L’intervento successivo alla fase di valutazione sarà di tipo cognitivo-comportamentale, con l’integrazione dell’uso dell’EMDR.

Cos’è la Psicoterapia Cognitiva?

La Psicoterapia Cognitiva è una forma di terapia psicologica che si basa sul presupposto che vi è una stretta relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti e che i problemi emotivi sono influenzati da ciò che pensiamo e facciamo nel presente.

Le nostre reazioni emotive e comportamentali infatti sono determinate dal modo in cui interpretiamo gli eventi; non è la situazione in sé a determinare direttamente ciò che proviamo, ma è piuttosto il modo in cui interpretiamo certe esperienze.

All’origine dei disturbi vi è, dunque, un modo distorto di pensare, che influenza in modo negativo l’umore e il comportamento del paziente.

La terapia cognitivo-comportamentale è un trattamento di provata efficacia per la cura dei disturbi alimentari.

L’intervento cognitivo-comportamentale è teso a interrompere il circolo vizioso di mantenimento del disturbo alimentare, attraverso procedure come colloqui informativi e motivazionali, concettualizzazione del disturbo e condivisione con il paziente; vengono usate anche tecniche di automonitoraggio come i diari alimentari o la registrazione delle emozioni e pensieri che accompagnano i sintomi.

L’obiettivo è riabituare il paziente a un’alimentazione corretta, regolarizzando la frequenza dei pasti e utilizzando attività alternative alle abbuffate o alle condotte eliminatorie o restrittive. In una seconda fase il trattamento mira a rendere stabile il nuovo comportamento alimentare e, soprattutto, a ridurre l’eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee.

Vengono poi usate procedure cognitive per identificare e modificare le idee disfunzionali alla base del disturbo e tecniche comportamentali. In una fase avanzata del trattamento l’obiettivo è mantenere i risultati raggiunti: vengono usate strategie di prevenzione delle ricadute e tecniche che mirano ad aumentare la capacità di fronteggiare le situazioni critiche per il paziente.

Nella gran parte dei casi la terapia dei disturbi alimentari è ambulatoriale. Nei casi più gravi e resistenti si può optare per trattamenti di tipo residenziale (ospedale, day hospital).

Trattamento anoressia nervosa
Trattamento anoressia nervosa

La terapia dell’anoressia nervosa ha come obiettivi iniziali la normalizzazione del peso e l’abbandono delle condotte di restrizione alimentare o delle abbuffate e  condotte di eliminazione.

In seconda battuta occorre aumentare i livelli di autostima, ampliare la definizione di sé al di là dell’apparenza fisica, ridurre il perfezionismo e il pensiero tutto-nulla, migliorare i rapporti interpersonali e, nel caso di adolescenti, aiutare i familiari a gestire il problema dei figli, mettendo anche in evidenza quali atteggiamenti siano controproducenti e da evitare.

Trattamento bulimia nervosa
trattamento bulimia nervosa

La terapia della bulimia nervosa ha come obiettivo principale l’identificazione dei meccanismi che portano il paziente ad abbuffare con la conseguente rottura del circolo vizioso restrizione-abbuffata.

Obiettivo principale del trattamento è, innanzitutto, quello di normalizzare il comportamento alimentare; i pazienti devono riacquistare accettabili attitudini nei riguardi del cibo e modificare la convinzione che il peso costituisca l’unico o il principale fattore in base al quale valutare il proprio valore personale.

Si lavorerà quindi sulle emozioni che, se non riconosciute, portano il paziente a disregolare e a mettere in atto comportanti impulsivi quali le abbuffate.

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